LA FINE DEL PERCORSO

Il 7 dicembre 2020, nonostante le difficoltà della situazione sanitaria, è partito IO ME LA GIOCO…CONTRO LE DIPENDENZE, il percorso di incontri online per la sensibilizzazione contro le dipendenze fra giovani e giovanissimi.

L’iniziativa era promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Asti, e sostenuto da una nutrita serie di enti ed associazioni:

Regione Piemonte – Direzione Sanità e Welfare – Settore Politiche per i bambini, le famiglie, minori e giovani, sostegno alle situazioni di fragilità sociale e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale.

Il 13 marzo 2021 questo percorso si è concluso: con un bilancio positivo, e un numero dei partecipanti superiore agli obiettivi.

Ecco i numeri:

19 gli incontri online; 133 i ragazzi coinvolti (50 maschi e 83 femmine) tra i 15 e 29 anni, appartenenti in parte al gruppo di chi ha svolto il Servizio Civile Universale, che hanno così arricchito il proprio percorso, e in parte ai ragazzi dei centri di aggregazione del territorio del Comune di Asti e ai Comuni della Provincia coinvolti.

I temi?

  • Gli stili di vita sani (a cura di Libera Asti);
  • l’uso delle nuove tecnologie (a cura degli psicologi dell’Associazione Mani Colorate);
  • l’uso delle sostanze legali e illegali e il gioco d’azzardo (condotti dai referenti del Servizio Serd dell’Asl At).

La formazione è avvenuta secondo metodologie conformi all’età dei ragazzi, coinvolti nella partecipazione attiva con filmati, supporti visivi, dialogo con i formatori, esercizi-confronti (in sostituzione dei giochi di simulazione programmati in presenza).

UN RISULTATO IMPORTANTE

Il sindaco di Asti Maurizio Rasero e l’Assessore alle Politiche Giovanili Elisa Pietragalla hanno ringraziato tutti i partners che hanno collaborato alla riuscita del progetto, con una soddisfazione: essere riusciti a offrire un’importante opportunità di confronto e formazione ai giovani, persino in un momento come quello attuale, che limita ai ragazzi le proprie occasioni di incontro e di discussione.