Se sei arrivato ad ottenere il colloquio di lavoro significa che:

• hai scritto un curriculum efficace
• hai usato i canali giusti per presentarti
• hai colpito l’interesse del selezionatore
a questo punto non ti resta che … prepararti!

Alcuni consigli:

• prendi informazioni sull’azienda per la quale sosterrai il colloquio
• preparati un discorso di presentazione in cui illustri i tuoi pregi e i tuoi difetti.
• preparati a motivare alcuni aspetti del tuo curriculum sui quali possono esserci domande
• stampa una copia del tuo curriculum
• segnati i recapiti telefonici e il nominativo del selezionatore, in caso di imprevisto sarai in grado di avvisare
Le domande classiche del colloquio
• Mi parli brevemente di sé.
• Qual’è il suo obiettivo lavorativo?
• Perché vorrebbe lavorare per la nostra società?
• Qual è il suo principale punto debole?
• E quali sono i suoi punti di forza?
• Dove vede se stesso tra cinque anni?
• Perché desidera lasciare la società per la quale sta attualmente lavorando?
• Sta facendo altri colloqui in questo periodo? In che settore?
(intende capire se una persona sta rispondendo a caso agli annunci o se è il lavoro che veramente intende fare)
Le domande che puoi porre tu
Alla fine del colloquio il selezionatore potrà chiedertio se hai domande, ecco qualche esempio:
• Può dirmi di più circa la posizione e il tipo di persona che state cercando?
• Quali sono le competenze “critiche” per questa posizione?
• Quali sono le opportunità di sviluppo professionale?
• Com’è il clima aziendale?
• E’ prevista della formazione specifica da parte dell’azienda riguardo alla mia posizione?
• Quali sono le tempistiche della selezione?
Le domande illecite
Tutte le domande che riguardano la sfera privata, affettiva, sanitaria, politica e religiosa sono domande a cui non si deve per forza rispondere. Le aziende serie e strutturate conoscono le leggi e solitamente evitano di fare domande di questo genere.
Ovviamente le eccezioni sono tante.
Ecco perché è bene sapere come comportarsi.
Attenzione dunque a domande di questo tipo:
• E’ sposato/a?
• Ha un compagno/a, fidanzato/a?
• Convive?
• Vuole avere figli? Quando intende fare un figlio?
• Prende farmaci? Sta facendo alcune terapie?
Ricorda che l’intervista serve al selezionatore per sapere se hai le competenze adatte per la mansione da svolgere, la tua vita privata non deve influire sulla scelta.
Se ad esempio hai un figlio e ti prepari per un colloquio di lavoro che prevede il full time devi essere consapevole di poter rispondere alle esigenze dell’azienda, quindi saprai gestire il tuo lavoro con l’aiuto di nonni, asili e baby sitter.
La consapevolezza della propria sitazione e delle porprie risorse evita di incorrere in errori e ti permette di cercare con più chiarezza il lavoro che fa per te.
Dopo il colloquio “Le faremo sapere”
Dopo il colloquio possiamo raccogliere gli elementi utili di questa esperienza, anche per essere pronti ad affrontare un eventuale secondo colloquio di approfondimento o per migliorare la nostra presentazione in vista di altri colloqui di lavoro.
Può essere utile allora analizzare il colloquio attraverso alcuni punti, in modo da capire meglio perché non ha funzionato o anche, perché è andato bene.
Potrebbe quindi essere utile annotare, per ciascun colloquio, i seguenti elementi:
• Nome dell’azienda
• Data e luogo del colloquio
• Nome del selezionatore e sua funzione nell’impresa
• Posizione offerta e breve descrizione
• Punti di forza
• Punti deboli
• Soluzioni ai punti deboli
• Condizioni offerte
• Impressioni
• Come siamo rimasti
• Successi contatti (data e nomi dei presenti)
• Contenuti dei successivi contatti
Contattare l’azienda dopo il colloquio, ringraziando per l’opportunità dell’incontro, è un gesto di cortesia e permette di ribadire il proprio interesse nei confronti della posizione. Dopo il colloquio, non farti prendere dall’ansia, per la selezione a volte ci vogliono tempi anche lunghi. Se l’azienda non si fa viva entro i tempi concordati, chiama e chiedi informazioni sullo stato della selezione.

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